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L’agenzia delle uscite

Tutto pronto per il via. Da lunedì 15 giugno si può presentare l’istanza per il contributo a fondo perduto destinato alle aziende danneggiate dall’emergenza Covid: restavano gli ultimi dubbi sugli ammessi e gli esclusi e l’Agenzia delle Entrate ha chiarito la questione con la circolare 15 E del 13 giugno 2020.

Contributo a fondo perduto, quanto spetta
L’importo del ristoro a fondo perduto è calcolato in modo proporzionale alle perdite di fatturato registrate durante l’emergenza Covid. Si va da un bonus minimo di 1000 euro a un massimo di 50 mila euro. Il confronto deve essere fatto tra il fatturato di aprile 2020 e quello di aprile 2019. Per determinare quanto spetta a ciascun richiedente il contributo a fondo perduto sono previste tre fasce. Verrà indennizato:

il 20% delle perdite registrate ad aprile 2020 a chi fattura fino a 400 mila euro.
il 15% delle perdite a chi ha fatturati fra 400 mila e 1 milione di euro.
il 10% per volumi d’affari fra 1 milione di euro e 5 milioni di euro.
Ci sono comunque due importi minimi al di sotto dei quali non si potrà scendere: 1000 euro per le persone fisiche e 2000 euro per le persone giuridiche.

Fondo perduto: ammessi e esclusi
Il testo del decreto lasciava però spazio a diversi dubbi su chi fossero gli ammessi e gli esclusi dal contributo a fondo perduto: professionisti, forfetari, aziende neo costituite. L’Agenzia delle entrate ha quindi chiarito i punti più controversi con la circolare 15 E del 13 giugno 2020 intitolata appunto “Chiarimenti ai fini della fruizione del contributo a fondo perduto”.

Prima questione: cosa succede alle nuove aziende, quelle imprese neo costituite che hanno aperto partita Iva dopo l’aprile 2019? Per loro è impossibile dimostrare il calo del fatturato, ma avrebbero comunque beneficio dal ristoro a fondo perduto.

La circolare 15 E del 13 giugno ha chiarito che il contributo a fondo perduto spetta anche a loro. “Possono beneficiare altresì del contributo minimo anche i soggetti che hanno iniziato l’attività a partire dal 1° gennaio 2019 e che in fase di start up non avevano ancora conseguito ricavi nel 2019”. In questo caso spetterà il contributo minimo.

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